15 ottobre 2025 – 15 ottobre 2026: un anno a contribuire senza contatori

15 ottobre 2025 - 15 ottobre 2026: un anno a contribuire senza contatori

Ritorno a scrivere sul mio blog anche se solo per un articolo “anniversario”: esattamente un anno fa, subito dopo il WordCamp Verona 2025, scrivevo in questa data che avevo deciso di fermarmi e di non sentirmi più legato alla contribuzione come la intendevo fino a quel momento. Da allora sono successe cose che non potevo prevedere, e ne è nato un progetto nuovo a cui tengo molto. In questo articolo faccio il punto: cosa è cambiato, cosa è rimasto uguale e dove sto mettendo le mie energie oggi.

Le ragioni di allora

Nell’articolo di ottobre 2025 avevo elencato i motivi del mio passo indietro. C’era la vicenda Automattic contro WP Engine, che aveva incrinato la mia fiducia nel progetto. C’era il tempo, sempre più scarso. C’era la stanchezza di chi contribuisce in troppi team e di accorgermi che mi stavo avvicinando pericolosamente a quei sintomi che sono riconducibili al burnout. C’era anche il senso di un ciclo che si chiudeva, e la convinzione che nell’open source sia giusto lasciare spazio a nuove voci. Tutto questo è ancora vero. Ma quella che allora sembrava una scelta ponderata si è presto incrociata con qualcosa di molto più grande.

Quello che è successo dopo

Il 9 marzo scorso è mancato mio padre. Da allora ho avuto enormi problemi, e non erano solo questioni pratiche o burocratiche: era un vuoto che ha rimesso in ordine le mie priorità e mi ha ricordato quanto sia fragile l’equilibrio tra lavoro, passioni e vita personale. In quei mesi WordPress, le riunioni, i canali Slack e le scadenze sono passati in secondo piano, ed era giusto così.

Non mi sono mai fermato del tutto, però. Anche nei periodi peggiori ho continuato a tradurre qualcosa, una stringa alla volta, e soprattutto quando ne avevo la forza. Tradurre è sempre stato per me un gesto semplice e quasi meditativo, e in quei momenti è diventato una piccola ancora che mi ha permesso di distrarmi dai pensieri tristi. Non mi richiedeva grandi energie né grandi decisioni, solo un po’ di attenzione e la voglia di rendere WordPress più comprensibile a qualcuno.

Il contatore a zero

Anche adesso continuo a mantenere a zero le ore di contribuzione sul mio profilo WordPress, non perché non contribuisca più ma perché non voglio più contribuire per far quadrare un numero o sentirmi legato a quel numero come un impegno settimanale: per anni ho vissuto quel contatore come un dovere. Oggi preferisco che ogni traduzione sia una scelta e non un obbligo.

Non tutti l’hanno capito. Qualcuno è arrivato a dirmi che la mia contribuzione non conta più niente. Proprio così: niente. Anni di stringhe tradotte, di riunioni a tutte le ore, di eventi dove partecipavo come organizer o leader (vedi il Community Day e i Core Days) cancellati con una frase. E non è arrivata in un momento qualsiasi, arrivava mentre cercavo di rimettere in piedi la mia vita dopo la perdita di mio padre: evidentemente, per qualcuno, esserci conta solo quando il contatore delle ore di contribuzione segnala qualcosa.

Ho lasciato che quelle parole bruciassero, perché era inutile fingere il contrario, ma ho capito che a stabilire cosa ho dato non può essere chi misura la Community in ore dichiarate: se per loro valgo zero, almeno il mio zero è onesto.

Non sono mai stato un accumulatore di badge e non lo sono diventato adesso: il valore di ciò che si fa in una Community si misura anche nelle persone con cui si è condiviso un pezzo di strada, e molte di loro ci sono ancora.

I gloriosi propositi

Passata l’amarezza, mi è rimasta una certa leggerezza. Mi sento libero di fare qualcosa senza che sia un obbligo, anche se ormai il mio impegno è votato principalmente al lavoro e poi a Scuola WP. E qui mi viene in mente Loki, nella serie omonima, con il suo debole per i “gloriosi propositi”: sempre enormi, e quasi sempre destinati a portare a nuovi progetti in cui gli altri credono, lui compreso..

Mi sono riconosciuto più di quanto vorrei ammettere. Anch’io ne avevo parecchi: contribuire in ogni team, organizzare ogni evento, esserci per tutti, sempre. Ho imparato, a caro prezzo, che un proposito può anche essere piccolo e andare benissimo lo stesso. Il mio, oggi, non prevede troni da conquistare né universi da salvare. Prevede qualche traduzione quando posso, il lavoro fatto bene e un nuovo progetto che mi entusiasma: meno glorioso, forse, ma molto più sostenibile.

Scuola WP: perché l’ho avviata

Dopo anni di contribuzione mi sono chiesto cosa volessi davvero portare avanti, e la risposta è stata quasi ovvia. Volevo continuare a fare ciò che la Community mi ha insegnato, cioè aiutare le persone a trovare il loro posto in WordPress, ma con un formato che potessi gestire senza bruciarmi. È nata così Scuola WP, il progetto che ho appena avviato con gli amici Dennis Ploetner, Gloria Liuni e Margherita Pelonara, tutti membri storici della Community italiana di WordPress.

L’idea parte da due cose che vedo ogni giorno nel mio lavoro di web designer. La prima è che molte persone usano WordPress senza averlo mai davvero capito: lo installano, lo usano finché funziona e si bloccano al primo imprevisto. La seconda è che le risorse disponibili sono spesso frammentate, troppo tecniche o pensate per chi ha già le basi. A me è successo l’opposto: ho imparato grazie a persone pazienti che mi hanno preso per mano. Scuola WP vuole restituire quella stessa esperienza.

Scuola WP: cosa voglio costruire

Voglio che sia un luogo pratico, in italiano e senza gergo inutile. Chi parte da zero deve poter capire cos’è WordPress, come si gestisce un sito, come si scrivono contenuti efficaci e come si evitano gli errori più comuni. Chi ha già qualche competenza deve trovare un modo per approfondire temi che per me contano molto: SEO, accessibilità, prestazioni, sicurezza e manutenzione.

Credo nell’apprendimento per piccoli passi. Come con le traduzioni, anche qui un gesto semplice, ripetuto con costanza, vale più di un grande sforzo isolato. Per questo voglio contenuti chiari e un linguaggio che non faccia sentire nessuno fuori posto. La stessa accoglienza che ho trovato al mio primo Meetup a Roma, nel 2017, deve ritrovarsi in ogni lezione.

C’è infine un aspetto che sento vicino ai valori dell’open source: condividere ciò che si è imparato. Scuola WP non sostituisce la contribuzione, ma ne è un’altra forma. Ho azzerato le ore di contribuzione sul mio profilo WordPress, ma non ho smesso di dare. Ho cambiato canale, e ora lo faccio nel modo che riesco a reggere.

E la Community?

La Community non è sparita dalla mia vita. Resto organizer del Meetup WordPress di Roma (e ancora non mi annoio, sebbene qualcuno abbia detto il contrario) e continuo a dare una mano quando posso, ma solo nei Polyglots, dove mi sono sempre riconosciuto. I ritmi di un tempo non torneranno, e va bene così.

Il burnout mi aveva insegnato a fermarmi.

La perdita di mio padre mi ha insegnato cosa conta davvero.

Scuola WP mi sta insegnando che si può ripartire senza ripetere gli stessi errori.

Se vi va di seguire questo nuovo percorso, o semplicemente di fare due chiacchiere su WordPress, sapete dove trovarmi.

Grazie ancora, WordPress. E grazie soprattutto a chi mi è rimasto vicino in questi mesi.