Gente di WordPress – Intervista a Marco Salvo

Giacomo Cariulo al WordCamp Verona 2025

Ho avuto il piacere di conoscere Marco Salvo al WordCamp Milano 2019 quando è stato speaker oltre a essere presente al tavolo di Yith. Marco mi ha subito colpito per l’allegria che portava quando presentava i prodotti di Yith, e la sua preparazione nell’affrontare l’argomento del talk, ovvero la SEO, che ha spiegato in una maniera chiarissima, a conferma delle sue incredibili capacità di divulgatore.

Da almeno due anni sto seguendo Marco Salvo sul suo canale di YouTube, che consiglio vivamente perché tratta argomenti sempre attuali, dove mostra una notevole capacità di divulgazione.

Conosco Marco da diversi anni e, a mio parere, lo reputo una di quelle persone capaci di portare positività nel lavoro, caratteristica non comune e quindi preziosa.

Ultimamente non riusciamo a vederci ma sono stato contentissimo di sentirlo telefonicamente e lo ringrazio per l’entusiasmo (che lo contraddistingue SEMPRE) nell’accettare la mia proposta di rispondere alle domande per la mie serie di interviste di Gente di WordPress.

“Passo la parola” a Marco Salvo:

1) Racconta qualcosa di te e del tuo lavoro

Non è facile definire cosa faccio quando sei poliedrico e lavori sul web da così tanto tempo. Potrei dirti che mi occupo di marketing online, ma è un’etichetta che mi ha stufato, anche perché il web è cambiato radicalmente. Potrei definirmi un Project Manager o un Product Owner, dato che amo curare il prodotto, ma la verità è che oggi uso l’AI per fare cose che prima non facevo, come lo sviluppo di codice.

Attualmente sto realizzando una piattaforma di semantic content intelligence davvero potente.

Lavoro come freelance dal 2007 e, contemporaneamente, per 13 anni sono stato SEO in YITH, gestendo per diverso tempo anche il team e lo sviluppo italiano. Oggi le mie competenze sono trasversali, ma il mio focus è decisamente orientato all’attività imprenditoriale.

2) Come hai scoperto WordPress?

Prima realizzavo siti in puro HTML usando Dreamweaver. Cercando un modo per essere più veloce, passai agli script ASP e poi a PHP. La vera svolta fu scoprire la funzione include: poter inserire header, footer e sidebar senza usare gli iframe era rivoluzionario! Potevo modificare un file e aggiornare tutto il sito. Quando ho conosciuto WordPress e ho visto che la sua struttura ricalcava esattamente quel concetto, è stato amore a prima vista. Nonostante la concorrenza di Drupal o Joomla, non ho avuto esitazioni: WP aveva già rapito il mio cuore.

3) Quali CMS hai provato oltre a WordPress?

Ho esplorato i soliti noti come Joomla e Drupal, e in passato ho fatto qualche incursione nel mondo delle piattaforme e-commerce come PrestaShop. Tuttavia, nessuno mi ha mai dato la stessa flessibilità e velocità di esecuzione che trovo in WordPress.

4) Per cosa utilizzi WordPress?

Lo uso principalmente per i miei progetti personali e, occasionalmente, per supportare qualche amico; non realizzo siti per clienti terzi. In passato l’ho sfruttato tantissimo per creare siti di affiliazione in combo con plugin come WP All Import, che mi permetteva di generare enormi quantità di contenuti automatizzati partendo da semplici file Excel.

5) Un plugin che consideri importante per te?

A oggi, paradossalmente, nessuno. Con l’avvento del vibe coding (programmazione assistita dall’AI) e dell’AI stessa, tendo a realizzare custom tutto ciò che mi serve, integrandolo in WordPress solo se necessario. Preferisco mantenere il controllo totale sul codice.

6) Come contribuisci a WordPress?

Sono sempre stato vicino alla community perché mi piace lo spirito che la anima. Contribuisco partecipando come speaker, portando idee o casi studio. Ad esempio, al WordCamp di Verona, ho condiviso un aneddoto molto personale: l’ho fatto perché pensavo potesse essere utile al pubblico e, fortunatamente, è stato accolto con grande calore, cosa che mi ha fatto immenso piacere.

7) A tuo parere è utile contribuire a WordPress?

Questa è una domanda delicata e rischio di attirami l’ira funesta di qualcuno! Penso che nella community ci siano persone splendide che mettono a disposizione il loro talento in modo incondizionato, solo per amore di ciò che WordPress ci ha regalato in questi anni. Tuttavia, bisogna essere onesti: partecipare non è facile per tutti, specialmente quando manca un riscontro economico.

Non dico che tutti debbano essere pagati, ma credo che il lavoro di molti non emerga come meriterebbe. Le dinamiche di contribuzione a volte mi sono sembrate lente, burocratiche e seguono logiche che scoraggiano chi è abituato a una mentalità imprenditoriale e vuole vedere risultati concreti. Per quello che ho visto ai Contributor Day, penso che alcuni flussi di lavoro potrebbero essere più meritocratici.

C’è chi viene pagato dalla propria azienda per contribuire, ed è una cosa fighissima, ma c’è anche tanta gente che lo fa totalmente a proprie spese, investendo tempo che sottrae al lavoro o alla famiglia. Questo è un impegno che non va affatto sottovalutato. Parlo così proprio perché amo questa community e vorrei il meglio per chi la vive ogni giorno.

Comunque immagino che questo è un problema comune a molti grandi progetti Open Source, non solo a WP… Non è facile stare dietro a tutto.

8) Dove possiamo seguirti?

Ovviamente sul mio canale YouTube: @marcosalvo.